Qui da noi c’era un uomo grosso, coi baffi da mangiafuoco, che d’estate cantava il vino.
Alle feste, di fronte a un calice di rosso, in punta d’unghia, faceva tintinnare il vetro erecitava “viiiiiiiiiin….viiiiiiiin ….. viiiiiin! sentila la musica, sentili i voli! aaaquaaa, aaaaaquaaaaa, roba da teeeeera…”. E tu vedevi tutte le “i” del mondo fare fisso dentro il vino, in puntini di lucciola, e tutte le “a” del mondo sgonfiarsi come vesciche, prostrate nella polvere dinanzi al santo altar.
Non lo volle l’altare, l’uomo grosso coi baffi.
Quando fu il momento di salutare, chiamò il figlio e disse: gnent cassa, gnent pret….imbutiglièm. Imbottigliatemi.
E il figlio non riuscì neppure a piangere.