Qui da noi c’è un uomo con la musica in testa, che soffia e gli tiene gli occhi un po’ chiusi. E la musica, verso mattina, si fa poesia. A voce alta. In piazza e per strada col caldo. Nel bar, se le porte si chiudono. L’uomo con la musica in testa sgrana i suoi rosari di rime e alza un braccio nell’aria, fra i mugugni di chi non ha tempo.
Un giorno che il ginko biloba usciva giallo da un bozzolo bianco, come un miracolo o uno schiaffo di sole, la poesia fu breve, vicino alla strada degli alberi, e rotolò fra le case.
“Ah, lucenza, Ah, lustranza…”
Chi sentì seppe che le parole cambiano per seguire le cose o il cuore.

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