Di qui passò un ragazzo, in cerca di vento per i suoi aquiloni e di bende silenziose per povere vecchie ferite. Un fruscio leggero leggero.
Senza domande, per lui si  ruppe il vaso di nardo: profumava di tiglio e rosmarino, seminati nell’aria stupita da tanta festa.
Ognuno giunse coi suoi doni, nella casa, perchè l’ospite succhiasse il latte e la carezza dei legami sciolti. Anche i vecchi raccontarono le storie, scambiando pane e parole.
Troppo leggero per i suoi aquiloni, dovette seguirli. Lasciò, a cometa, una scia di padri e di madri.
E piume di poesia, briciole da pettirossi, nascoste fra i libri.
Chi le trova sa di essere pescatore di perle e sente che si perde solo ciò che non si ha.

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