Buonanotte, con le parole di un amico fantasticante:

Casa del vento

Lunatico cantatore il vento. Sua casa è una sfera.
Ruota e oscilla la sfera e brilla. Ha le variazioni che piacciono al vento. (Le ha conosciute movendo le acque le erbe del mondo).
Soffione e tanto qual è, nella sua casa entra per una fessura il vento, via via si assottiglia in un refolo un alito, e canta. Per tutta la sua lunghezza canta la notte di lunanuova, entrando. Maestoso dentro la sua casa quella notte fa le prove.
S’è portato i pollini per ciprie e le paglie da parrucca.
Suonano improvvisi forte dei campanelli. Mezza sfera si solleva per fare da sipario, l’altra calotta è palcoscenico. Vi fa balenare i fatati il vento prestigiatore.
Dal primo al ventinovesimo li attira a sé la luna li sottrae. Il frenetico prestigiatore non sa, preso lui stesso dalla prestigiatura. Gli cala sulla testa il sipario di calotta, si vede solo nella casa delle variazioni, sfinito e truccato s’addormenta.
Oscilla a tempo di sonno la sfera.
Ma viene un’altra più acuta sonagliera.
Esce dalla sua casa il vento, si prende le nubi si esalta e canta.
Gli resiste la lunacalamita, popolata di fatati e fantasie. Non la terra che è pensante.

(Gianfranco Maretti Tregiardini)

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