Sono tante le ricerche e le congetture fiorite attorno al labirinto.
Se ad esse si chiede non l’esattezza, ma la suggestione capace di portare lontano, allora non si può ignorare il dono della danza.

Narrano le leggende che le gru, nelle loro migrazioni, tengano nel becco un sasso, che liberano durante il volo, secondo un ordine sconosciuto, per riconoscere, dal rumore del tonfo (in acqua o sul suolo), la direzione del viaggio.

Narrano le leggende che da questa storia abbia avuto origine, in Grecia, un’antica danza, la danza della gru, in cui i ballerini ne seguono le tracce, passo dopo passo, fino a disegnare un labirinto di direzioni.

Se sia nata prima la leggenda o prima la danza non è dato sapere…

Resta comunque l’idea del Labirinto come sentiero di sassi da congiungere idealmente nel gesto e nella musica, per terra e per mare…
Da questa immagine è nato il

Piccolo mito delle Labbra (pensando al bacio del Leo)

Non muri né strade. LABirinto fu flauto di sassi sulla scia delle gru.
Malìa di un filo di danza, cui BRAma rispose per mare e per terra.
Ma dove Oceano tace segreti di specchi, si perse sfinita (o fu forse abbandono?).
Labirinto, che chiama e non dice, che tiene e non svela, cinse Brama con gesto di rete.
Memoria ne sono le LABBRA, che chiudono e schiudono, seguendo un amore.

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