Che il freddo assecondi il suo destino e si sciolga in tepore.
Che la mano trovi il fiore, a completarne la gentilezza.
Che gli sguardiindugino sulle parvenze e le rendano meno brevi di un sogno.
Che i gelsomini tornino alle ringhiere, in un rinnovato gesto d’amore.
Che le cose si compiano, senza perdere la leggerezza dell’attesa.
Questo (mi) aspetto e, intanto, trovo nella poesia di Cristina Campo.

La neve era sospesa tra la notte e le strade
come il destino tra la mano e il fiore.

In un suono soave
di campane diletto sei venuto…

Come una verga è fiorita la vecchiezza di queste scale.
O tenera tempesta
notturna, volto umano!

(Ora tutta la vita è nel mio sguardo,
stella su te, sul mondo che il tuo passo richiude).

Cristina Campo – Passo d’addio – 1945

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