Sul terrazzo sono fiorite le pervinche, sui cordoni lunghi, ancora un po’ nudi di foglie.
Sono tenaci e silenziose, le pervinche.
Navigano dietro le fioriere, viaggiano nelle crepe dei muri e non si fermano di fronte ai vasi già presi.
Poi, quando, ormai all’esasperazione, decidi di sfoltirle, perché son spettinate e invadenti, fioriscono.
Fioriscono di colpo, senza preavviso.
E allora non c’è azzurro più intenso: forse solo quello della lobelia può andargli vicino, se decide di lasciare il cobalto e si sfuma di porcellana.

Non ho il cuore di togliere le pervinche.
Le lascio far razza e mi vergogno del mio non saper tagliare.
Sarà il sogno del tenere tutto.
Sarà che anche i pioppi mi sembrano azzurri, quando disegnano l’orizzonte, dietro gli argini, piatti di trame sottili.
Sarà che ho voglia di colori, ma anche una pervinca mi sembra una rete a strascico, che prende, dentro il suo giro, parole nuove.

I proverbi e gli scioglilingua della primavera

I proverbi e gli scioglilingua della primavera
si insinuarono nei libri invernali.
Un perspicace vide con gli occhi turchini
le postille della terra invereconda.
Attraverso il volo della pallina dorata
diritto nelle reti dei pioppi
in questi giorni un biondo fàrfaro
striscia come una piccola tartaruga d’oro.

(Velemir Chlebnikov)

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