(divagazioni da vento)

Il vento sembra puntare alla dispersione dei confini, oggi.
Ci riesce bene.
C’è che si vive di respiri.
È una questione di accordi. Le cose si slargano e si slentano, si stringono e si chiudono col battito di cadenze irregolari.
Dentro o fuori, palpiti d’aria o sguardi, non c’è differenza.

C’è che si vive di configurazioni.
È una questione di vicinati o di casuali disposizioni.
Il “qui ed ora”, in questo momento, è uno sbieco di tenda sollevata, che taglia una fetta di strada, ladra, a sua volta, di un tono di luce.

Nell’attimo di un respiro si coglie il porsi delle cose.
Una variazione che non si ripeterà.
Saper essere poeti… Come catturare il cielo nell’aia. Come accogliere un rotolo di stelle sotto il patio. Complice la pergola.
E tenere trattenere inserbo, con fermagli di parole.

UN PATIO

Con la sera
si stancarono i due o tre colori del patio.
Questa notte la luna, il chiaro cerchio,
non domina il suo spazio,
Patio, cielo incanalato.
Il patio è il declivio
sul quale straripa il cielo nella casa.
Serena
l’eternità attende al crocevia delle stelle.
È bello vivere con l’amicizia oscura
di un atrio, di una pergola e di una cisterna.

(J. L. Borges)

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