Si è alzato un vento strano, stanotte.

Perdura con folate calde e schiaffi freddi. Sposta le righe della pioggia, in spartiti sonori che si sciolgono e ricompongono.

Porta e trattiene, come gli slanci che non hai il coraggio di seguire.

Nelle implosioni del tuo silenzio, aspetti che la sua voce si acquieti: tornino a coincidere gesti e pensieri, quotidianità e abitudini, nei cassetti lasciati aperti.

Come un lupo é il vento
Che cala dai monti al piano,
Corica nei campi il grano
Ovunque passa è sgomento.

Fischia nei mattini chiari
Illuminando case e orizzonti,
Sconvolge l’acqua nelle fonti
Caccia gli uomini ai ripari.

Poi, stanco s’addormenta e uno stupore
Prende le cose, come dopo l’amore.

Attilio Bertolucci, Vento, Bertolucci 36 poesie, A. Mondadori 1997

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