Campo di concentramento

Mano chiusa, orbita vuota, sguardo fisso
su un vicolo cieco,
ultimi passi di esseri invisibili
sulla strada finale e buia.

Ferite, non briciole
nel labirinto
di porte senza uscita,
di quadri senza colore,
di pianeti senza aria.

Vite come passaggio
in questa trappola umana,
circo dell’inganno,
sosta per treni senza futuro,
chiesa di morte pietà,
parcheggio di anime a tempo
indeterminato,
pergamena cancellata,
deserto di paura
e palude di spine.

Contro le pareti del recinto,
contro le mura del mondo a rovescio
batte,
pipistrello accecato,
la speranza.

(testo collettivo della 3a C)

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