(divagazioni anarchiche delle cose)

Si scivola sulle abitudini come su una pagina bianca. Col piacere della pigrizia e della lentezza.
Tutto uguale.
Ci si ferma solo ai bordi di un graffio, di uno sgorbio, di una piega.
Da piccoli bastava poco: a pancia in giù, a tener d’occhio il mistero di un buco di formica nella terra del cortile.
Ora, abitudini inceppate & grinze dell’orizzonte fanno strani i giorni.
Nel senso di  non addomesticati.

Assisto, con sguardo sospeso, alla ribellione delle cose: niente fa il suo lavoro come dovrebbe.

La luce va e viene: si prende pause, senza avvertire.
I due condizionatori  hanno deciso i turni: perché darsi da fare entrambi, insieme? Meglio una staffetta, che diamine.
I numeri telefonici provvisori sono in crisi mistica: rifiutano di riconvertirsi, vogliono vivere così, precari e transitori.
Un vasetto di vernice (verde) si è gettato dal balcone schizzando la parete appena ridipinta: non era stato pagato per far questo, diciamocelo francamente.
In compenso la polvere ha dichiarato che, dopo una vita nomade, praticamente ai bordi, è  per la stanzialità: sta bene qui e ha chiamato sorelle e cugine. Tanto c’è posto.

Nei lavori di casa è sparito un muretto- zoccolo- cornice.
Non è poco.
Una porta sta meglio se ha i muretti-zoccolo -cornice da entrambi i lati: si sente conclusa e in buona compagnia.
La mia adesso ne ha uno solo, a destra.
Gli interessati giurano che l’orfananza c’è sempre stata.

E il tempo…. magari credendo di fare cosa gradita, il tempo è sceso repentino di quindici gradi.
In una notte. La pioggia che mai poteva fare a questo punto? E’ arrivata, ma dopo un sole splendido che aveva circuito e convinto a lavare tutti i vetri di casa. Tutti.

Mica facile vivere coi giorni strani. Hanno un brutto carattere e non sai da che parte prenderli.
Le persone allora si adeguano: diventano uguali. :)

Annunci