Mi piacciono i ritorni, anche se i distacchi sono brevi e le distanze contenute.
Mi piacciono perché portano sempre con sé qualcosa di nuovo e trovano il ‘prima’ un po’ diverso, riletto, forse, attraverso il distacco.

Io arrivo con la voglia di scrivere e la voglia di dire grazie.
Di dire grazie, soprattutto.

Qualche mese fa è uscito un libro: Dai blog ai social network, a cura di Maria Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta, per i tipi di Mimesis: un approccio ai modi della Rete (e alle forme in cui si sostanzia), uno studio ‘sul campo’ con diverse incursioni territoriali, collegato all’esperienza di Ibridamenti, un progetto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
E’ un libro a più voci: accoglie i contributi di tanti soggetti che, attraverso lo sguardo delle scienze di riferimento, focalizzano con competenza la loro attenzione e la loro ricerca sulle “arti della connessione nel virtuale”.

Il blog  Pesci di nebbia, assieme ad altri blog, è stato oggetto di lettura e di analisi.

Io arrivo sempre tardi, perché sono periferica e pigra anche per questa perifericità: ho avuto il libro fra le mani in vacanza, dono di un caro amico che ha sopperito alla lentezza della mia libraia, persa fra testi scolastici e astucci.

Fa un effetto particolare leggere qualcuno che scrive delle tue cose: anche questo è un ritorno, un riapprodare al già fatto, al già detto attraverso gli occhi degli altri.
Ho letto, perciò, con comprensibile emozione il paragrafo dedicato al mio blog, che accorpa le osservazioni e le analisi di Mario Galzigna, di Isabella Zanini e di Francesco Bailo.

Ho sentito una gratitudine immensa: ho pensato al regalo del tempo e dei saperi che sta dietro a un impegno così complesso, fatto di attenzione, di lettura minuziosa e ravvicinata  (moltissimi post e relativi commenti), di calcoli e conteggi, di intepretazione, di donazione di senso e restituzione di un disegno complessivo e unitario, di scrittura, infine.
Un regalo di finezza, di delicatezza e di intelligenza.

Grazie a tutti e tre gli autori, e a quanti, in primis Maddalena Mapelli, hanno reso possibile la realizzazione di questo libro.

E grazie agli amici di questo blog, che ne sono l’anima vitale.
Nei giorni scorsi Pesci di nebbia ha compiuto sei anni.
Va a scuola, insomma: voi tutti l’avete accompagnato, nonostante abbia il fiocco di traverso e si sia dimenticato di prender su la merenda.

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