Qui da noi i giorni si fanno a volte un poco strani.
Partono come fiori di tarassaco, gialli e robusti, così densi  di sole da poter scaldare. Poi, di colpo, diventano soffioni, di ore fragili: basta un attimo malfermo, una frusta volubile di  tempovento per  far tremare geometrie perfette.
(gli attimi in circolo, per aria, a dissestarsi in tante direzioni)

Ci vuole la pazienza dell’indugio: fermarsi, le mani calme per dare al respiro il ritmo buono.
Incanto del decanto.

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