Qui come altrove, c’è la vecchia che tira i sassolini, la notte, sul coperchio del pozzo.
Acquattata dietro la finestra, lancia i fastidi di tutta la giornata: il buongiorno ignorato dal vicino, i fiori strappati dai bambini, le stanze così vuote che anche la polvere fa quasi compagnia.
Saltano e suonano a pioggia, i sassolini, saltano e suonano correndo sul metallo.
A piccoli rimbalzi, secchi e petulanti.
Le luci si accendono nel buio, aste d’arancio tutte dritte in piedi, fra gli scuri lenti a spalancarsi.
Gli sguardi si sbiecano a cercare l’ombra cattiva di un passante, la coda di un lenzuolo evanescente, fra bisbigli stizziti e subito zittiti.
La vecchia ride silenziosa e guarda la notte risvegliata: accende la sua luce fra le imposte, per stare nel cerchio della vita. Domani avrà di che parlare con le donne, in corte.

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