Qui come altrove, c’è la vecchia che rammenda i buchi, quando il tempo consuma le presenze.
Ha imparato dal baco l’arte della seta: se le mancanze fanno la vita troppo lisa, gira tre volte su stessa. Gli anni si toccano e tintinnano, sfumano i confini nel ballo delle età. Il pieno va a colmare il vuoto, mentre il tempo ruota  su stesso, come lo zucchero che fila nella conca.
La vecchia s’imbozzola dentro la memoria, con la sua bava di giorni e di ricordi.
Dono è quel filo d’ago che ricama i silenzi dell’attesa, le mani tiepide, ancora un po’ indecise, i baci  dietro l’uscio. E poi li punta, quasi un chiacchierino, sul letto, proprio sul cuscino a fianco. Così bianco e fermo, dopo  il suo abbandono.

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