Qui come altrove c’è la donna che segue la luna nel suo viaggio.
(Sono amiche da tempo, sempre uguali)
L’aspetta quieta, in fondo alla giornata, deriva di una trascendenza che non ha né angeli né voci: un altrove scovato nel cortile, insieme al gatto e al rosmarino.
A volte la sorprende fra due case, negli squarci che la notte affonda nel silenzio.
Più spesso la costeggia nel granturco, linea malferma di confine, compatta e densa dentro il buio.
Cammina e la guarda di sottecchi, sicura di ritrovarla al fianco, uno spicchio appena impolverato dal velo del calore.
E se l’assapora come un frutto dell’estate: una fetta di meluna, tutt’arancione.

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