Tachimio-Isabella è una gentilissima persona che viaggia fra queste pagine e che cura con delicatezza un blog ricco di spunti. Mi ha nominato per il Liebster  Award, con un gesto di amicizia di cui le sono grata, perché rientra nella rete di condivisioni che alimenta la web-scrittura. Dovrei scegliere a mia volta dieci blog: di questo non sono capace, non sono mai stata capace, e spero di non deluderla, ma cercherò di rispondere, cumulativamente, alle dieci domande che mi sono state poste.

1)  Ami più il mare o la montagna?

2) Preferisci  andare al cinema o vedere la televisione?

3) Ti  piace  la  musica  classica?

4)Preferisci  guardare  più  al  futuro  o  al  passato?

5)Che  mezzi  di  trasporto  preferisci?

6) Badi  più  all’esteriorità  o  pensi  che  bisogna  prima  guardare  in  se stessi?

7)  Come  giudichi  il  tempo che stiamo  oggi  vivendo?

8)  Ti  piace  visitare   musei?

9)  Che stagione preferisci?

10)  Ti  sei  mai  trovato  in  difficoltà  per  qualcosa?

Amo le montagne, soprattutto quelle che mi consentono di vedere il mare. In inverno e in primavera, che sono le mie stagioni, proprio per il loro sciogliersi l’una nell’altra. Cinema e musica classica hanno una funzione importante, a cui non sempre, però, riesco a dedicare lo spazio che vorrei. Mi piace la vita in tutti i suoi tempi, che per me vivono in compresenza, come infilzati da un cordino. La attraverso, la vita, col mezzo di trasporto più semplice e veloce, come suggerisce Emily Dickinson: la pagina di un libro, che insegna a guardare nel profondo, a cogliere silenziosamente verità nascoste, piccole ed eretiche, insieme. “Verso l’interno va il misterioso sentiero”, e questa convinzione mi dà l’energia per affrontare un momento storico in cui l’apparenza ha mangiato la sostanza, l’ingiustizia ha travalicato ogni decenza, l’interesse ha distrutto il bene pubblico e sta tarpando il futuro dei giovani e la salute della terra, che sono un tutt’uno. Vorrei che la natura fosse amata come la casa del padre e fosse visitata e rispettata, perché, se si rispetta la natura, si rispetta il tempo e possono sopravvivere le tracce di tutto e di tutti, quelle che amorevolmente ripasso nelle stanze dei musei. Queste convinzioni aiutano a procedere e a non rinunciare, nonostante le difficoltà che nascono proprio dalla paura di non essere all’altezza dell’appello rivolto dall’altro, dal nostro ‘tu’, tanto più ampio quanto più si vuol bene.

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