“Somiglia all’acqua, l’anima dell’uomo. / Scende dal cielo / al cielo risale, così considera Johan Wolfgang Goethe. Dove va la poesia? O piuttosto, qual è il suo gesto: dare o ricevere? Noi crediamo sia il luogo dell’ospitalità per esserlo dell’attesa. Un sostare sulla soglia. Paziente, perché il vissuto bussi a chiedere forma, perché l’universo si componga e s’allontani lasciando tracce per il segno, perché antiche memorie curiosino alla porta e chiedano ammissione. Sulla soglia del dire e del fare parola. Accogliere il divino e l’umano, i semi animali, minerali, vegetali, l’urto della storia, non significa perdersi alla propria qualità ma dar voce legiferante e seducente alle presenze perché accada l’evento. E l’evento scopre che l’attesa della scrittura era da sempre.” Alberto Cappi, Arnia, 2005

Piace parlare di poesia attraverso le parole di Alberto e offrirvi qualche piccolo cenno delle nostre Stanze: sono 13, compresa quella del rinfresco, pantagruelico, così come funziona dalle nostre parti.

Comincio con le prime tre aule:

Aula n. 1
ore16.30 e 19.30: La stanza del vento (performance che nasce dalla fusione dei talenti di Marco Bottoni, C. A. Ferrari, D. Ghiselli e S. Santucci)
dalle 15: La stanza From heart to heart (esposizione di fotografie e dipinti di Myriam Tinazzo e Marco Fini)

Aula n. 2
dalle 15: La Stanza del tè, dolce accoglienza con tè, pasticcini, fotografie e poesie di tutto il mondo (in lingua originale e italiano), con la presenza del poeta iraniano N. Ghazvinizadeh, di Ivan Vicenzi e di tante/i altre/i ospiti stranieri.
Mostra fotografica di Marco Fini

Aula n. 3
ore 16 e 18: La stanza degli sguardi (immagini e lettura di Nerina Garofalo)
ore 16.30 e 19: La stanza di Alberto Cappi (O. Fiorini canta, e N. Roveri, A. Spettoli, G. Travaini, A. Usuardi leggono i testi di Alberto)
ore 17.30 e 18.30: La stanza di Mitedora (lettura di Dorinda Di Prossimo)

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