Il vento sembra puntare alla dispersione dei confini, oggi.
Ci riesce bene.

C’è che si vive di respiri.
Una questione di accordi.
Le cose si slargano e si slentano, si stringono e si chiudono col battito di cadenze irregolari.

C’è che si vive di configurazioni.
Una questione di vicinati e posizioni.
Il “qui ed ora” è uno sbieco di tenda sollevata, che taglia una fetta di strada, ladra, a sua volta, di un tono di luce.

Nell’attimo di un respiro si coglie il porsi delle cose.
Una variazione che non si ripeterà.

Saper essere poeti …
Come catturare il cielo nell’aia.
Come accogliere un rotolo di stelle sotto il patio. Complice la pergola.
E trattenere, con fermagli di parole.

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