Qui come altrove c’è il ragazzo che lima le parole, fino a trovarne il cuore, in nudità. Le vuole giuste, che non sappiano di libro o di canzone, ma neppure sbiadite e senza nervo.

Le cerca nei sogni della notte, quando le storie, ancora nel vivaio, si muovono sul muro: disegnano ombre di tiranni e ribelli sempre in lotta, di segreti e missioni capaci di scaldare. Mondi possibili e lontani.

Le vaglia, come il cercatore che passa pietre e granuli di terra, sopra il setaccio di tramatura fine, nella speranza che resti sulla mano almeno un luccichìo.

Ancora grezze, le pialla coi pensieri, le prova e le riprova nei confronti: sveglia una folla di voci, chiamate a misurarsi, in piccoli scontri mai letali. Nessuna parola va perduta, ma si mette in fila per la nuova svolta del racconto.

E’ stanco il ragazzo dopo la ricerca, ma intanto il libro scorre sulle sue rotaie, pronto a cogliere innesti e varchi, nel lento disfarsi e intrecciarsi delle trame.

(dedicato a Maicol)

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