Qui come altrove c’è la madre che porta la bambina su rotelle che tolgono fatica.
La bambina ha gambe piccole e sottili, come aspettassero di essere gonfiate da un qualche sortilegio di speranza.
La madre ascolta la figlia, che le dice qualcosa nell’orecchio.
Sorride e si siede sul bordo della fontana quasi vera, che non ha cielo ma una volta di vetro, contro l’alto. A terra, marmi tirati a specchio e piante asfittiche di chiuso. Camici bianchi a togliere ogni dubbio.
E’ dalla borsa che esce la magia: un astuccio di acqua saponata.
Fioriscono le bolle tutt’intorno, fresche e leggere come una ventata. Alcune, vagabonde, cercano spalle per planare quiete.
C’è chi sente nello scoppio lieve una nota che sa di poesia.

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