Qui come altrove c’è il vecchio che accompagna il fiume per ripassare tutte le sue età.
Si vede bambino fra i salici, generosi di rami per la fionda, quando la banca dell’argine più basso diventava la nave dei pirati.
Fra i pioppi ascolta il suo fischio di ragazzo, incantatore di fringuelli e di cince senza nido.
Il cuore gli si ferma presso l’ansa, che è fuga e tana: lì c’è ancora il giovane in cerca di miele nel ventre bianco della prima volta.
Gli anni a seguire sono tutti uguali fra i pieni e i vuoti delle case matte, nella golena rigata di filari, fra l’argine maestro e la sponda.
All’altezza dell’abete secco, solo fra tanta selva di pianura, il vecchio incontra il tempo che non sa: guarda  quel viottolo a sinistra, che svolta improvviso verso riva, vuoto come una pagina bianca.
Il vecchio ne sente ogni volta la chiamata, ma torna indietro, per la strada nota.

 

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