Qui come altrove, c’è la donna che accorda le speranze, verso sera.
(La mattina ha l’energia sognata del giorno tutto intero, la sera, invece, non mente quasi mai)
Chi la chiama ha perso la misura: vive nell’attesa, fra pareti di sogni e desideri. Solo il pavimento ancora tiene il senso delle cose.
La donna entra nella casa e appoggia la speranza sulla spalla per provarne le corde ad una ad una, poi batte il piede sull’ammattonato, per capire la voce del reale e trovare la giusta simmetria.
Se le corde sono troppo tese, la speranza rischia il volo e la caduta, se le corde si slentano già stanche, la speranza sprofonda, senza rete, nel tremolo di foglie scivolose.
La donna tende stringe e scioglie, con la mano più leggera: basta un niente per rompere una basta un niente per rompere una corda, basta un niente per perder la speranza.

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