Le fagiane hanno il colore della terra mossa.
Screziature di castagna e tortora.
Stanno di un fermo egizio, zampa retratta, se l’occhio le snida.
Nel cortile della casa bianca, oggi, due fagiane a barattare pensieri con le radici di un gelso e a becchettarle, come vermi molli.
A foschia sollevata, il fango conserva un silenzio di zampettii.
La radice del gelso, quella che affiora per incontinenza, ora ha piccoli graffi obliqui, una schiuma di legno arruffato.
C’è che, a scoprirsi, i sogni fanno sempre un po’ male.

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