Qui da noi ci sono giorni che il cielo pare avere voglia di terra, di trovare radici o  impigliarsi in un ramo. Si appoggia, pesante.

Ti faresti bambina, con la treccia sulla spalla, solo per portarlo in giro, come un palloncino: una filastrocca o una poesia per filo.

(Non deve esserci urto fra cose, solo tangenza sfioramento e rimbalzo, e la pesantezza, invece, …)

Ma mentre lo guardi, così umile e grigio, senza limpori e senza slanci, sai che anche i pensieri, in fondo, tornano a terra.
A memoria dell’alto, la riga scomposta, il ciuffo delle idee arruffate.

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