Sto lavorando, proprio adesso, al mio solito tavolo che dà sulla strada.

Alzo gli occhi e tra-vedo dalla finestra il cielo, grigio polvere (giornata incerta: volgere al cupo o schiarirsi? Tra un po’, tanto, verrà buio…). In fondo, un’apertura: una strisciata gialla, quasi spalmata da un pollice immenso. E’ come se tutte le foglie dei platani e dei tigli, ancora resistenti, si fossero staccate, insieme, e si fossero appiccicate lì, a far colore. In sospensione. Adesso può anche venir sera, mi dico. Lo slargo necessario, quello che da solo dà slancio ad un pomeriggio insipido, c’è stato. Va bene così.

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