“Un libro e una rosa. Così è conosciuta dai più la festa catalana di Sant Jordi, patrono della Catalogna, nonché “dia del llibre” da molto prima che l’Unesco dichiarasse il 23 aprile Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore… ”
L’ho letto qui: https://www.illibraio.it/sant-jordi-festa-libri-rose-526102

E mi sono ricordata del momento in cui giocavo ad inventare le etimitie, brevissime finzioni per raccontare le parole. Una parola può spezzarsi, come un vaso di vetro caduto a terra, allora c’è da raccogliere le schegge di significato sparse in giro e cercare un gesto che le riannodi, come in un mito.

Così.

Che LIBeccio sia furia e tempesta nessuno nega.
Ma chi lo vide toccare la ROsa e saggiarne la tenera carne e giocarne il profumo… sa il suo desiderio di stare.
Fu, il fiore, un invito alla quiete.
La fatica di coste e deserti disciolta in grembo alla rosa (sussurro fremito brivido?)
L’aperto nel chiuso, fra petalo e petalo carezza sinuosa che sfoglia, che segna, che scrive.
E in questo sostare/sfiorare fu il LIBRO.

Forse per questo una rosa, infilata fra le pagine di un libro, è bellissima…

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