Senza preavvisi, neanche un tuono a rotolare lontano, il temporale sta scoppiando assieme alle campane: sintonia perfetta.
Orchestra di un campanile innamorato e di nuvole bianche che si aprono e si rivelano.
Chi annuncia che cosa?
Le imposte di casa sbattono: chiedono di essere chiuse o di unirsi al concerto?
Nella simultaneità dell’esserci la simultaneità del dire: ogni richiesta appare legittima, eppure il ‘mio’ fare resta inceppato.

Provare a difendere le Guinea, così tenere, con l’ombrello che tanto volerà via?

Meglio stare a guardare dalla finestra.

Il  cielo ora ha la luce dietro, come certe lampade di opaline, e suoni gentili contro i vetri.
Acqua che sbuffa e canaletti guizzantini lungo la strada.
Argento sbiancato negli occhi.

Poter  vivere così, all’improvviso, qualche volta, come i temporali chiari.

 

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