(dedicato alla donna sirena)

Chi mai volle consolare il mare dell’arsura del sale?
Forse un dio pietoso, che lasciò sulla spiaggia, in un otre incrinato di SIdro, il suo pegno d’amore.
E non fu certo il caso a rendere docile spugna la RENA: fragili grani chiamati alla forma dal disegno di umori.
In questo lambire e succhiare fu SIRENA, che, rapita dall’onda, rese dolce il mare col suo canto di miele.

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